Lo spazio più accattivante da affittare a un inserzionista, per esempio, può diventare il corpo umano: l’artista Maurizio Cattelan, ad aprile, ha così ospitato sulla fronte un tatuaggio temporaneo che promuoveva l’arrivo in Italia dello smartphone P20 Pro di Huawei. Per fini benefici: Cattelan ha infatti devoluto all’Accademia di belle arti di Carrara l’assegno staccatogli dalla multinazionale cinese.

Per Guido Di Fraia, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi dello Iulm, «siamo di fronte a una vera e propria tendenza». Che parte dal corpo umano, «con la nascita di siti specializzati come Leaseyourbody.com, dedicati a chi è interessato a ospitare tatuaggi di skin advertising», e si allarga «all’organizzazione di happening a tema, all’allestimento di istallazioni temporanee, al lancio di messaggi teaser e campagne di guerrilla marketing». Più che comunicare, nel senso tradizionale, «chi sceglie queste strade», secondo Di Fraia, «punta a incuriosire, sorpendere o addirittura scioccare il pubblico».